The Cult Of Done Manifesto
Stampato e incorniciato, è appeso vicino alle scrivanie di molti tra i più attivi imprenditori / sviluppatori / manager / promotori di iniziative di innovazione, soprattutto Web ma non solo.
E’ The Cult of Done Manifesto, di Bre Pettis e Kio Stark, nell’elaborazione di Joshua Rothaas, e portato in Italia dal vulcanico David Orban che, di ritorno dalla Singularity University, all’aperitivo di ieri sera sfoggiava una fantastica giacca della Nasa. Qui l’immagine, che si può scaricare in alta definizione da questo link, sotto la traduzione.
Il Culto del Fare:
- Ci sono tre stati dell’esistenza. Ignoranza, azione e completamento.
- Accetta che tutto è una bozza. Questo aiuterà a fare.
- Non c’è un secondo passaggio, di editing o montaggio.
- Far finta di sapere cosa stai facendo è quasi lo stesso che saperlo fare davvero. Quindi accetta che sai quello che stai facendo, anche se non è vero e fallo.
- Non procrastinare. Se aspetti più di una settimana per agire su un’idea, abbandonala.
- Lo scopo fare non è finire, ma di poter fare altro.
- Quando l’hai fatto puoi buttarlo via.
- Ridi in faccia alla perfezione. È noiosa e ti trattiene dal fare.
- Le persone che non si sporcano le mani sono nel torto. Se fai qualcosa hai ragione.
- Il fallimento conta come fare. Quindi devi fare tanti sbagli.
- La distruzione è una variante del fare.
- Se hai un’idea e la pubblichi online in Internet, conta come l’ombra del fare.
- Il fare è il motore del più.









